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ideazzurra
L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
CULTURA
25 maggio 2012
COMUNITÀ, EUROPA IMPERO un libro del 2000 - Un saggio profetico, un po'patetico, però benfatto.



«Sine spe ac metu», senza speranza e senza paura. Così esordisce la premessa al saggio di (Francesco di Marino) – COMUNITÀ, EUROPA IMPERO – Si tratta di un saggio molto snello, scritto nel 2000, alla vigilia dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, e col senno di poi, sembra assumere i tratti somatici di una “profezia” che, col passar del tempo, pare che si stia tristemente avverando. Ideazzurra non approva integralmente le tendenze nazistoidi, filo-leghiste, e disgrega-nazioni, che l'autore presenta come soluzione, nel testo anzidetto. Però, è utile costatare che, l'analisi condotta sulla realtà contemporanea è benfatta e costituisce una buona sintesi politico-sociale del vecchio mondo nel contesto globale; un lavoro che fornisce la giusta lena al lettore, che attraverso quest'analisi condotta dall'autore, può tranquillamente elaborare anticorpi alternativi alle soluzioni indicate nel testo stesso. – A tal proposito, affinché si formino gli anticorpi, Ideazzurra fornisce alcuni stralci sui quali è possibile riflettere.

Nel lontano anno 2000 scriveva l'autore: … L'Europa … Umiliata economicamente, vassalla militarmente, impoverita culturalmente, impotente politicamente, l'Europa assiste al triste spettacolo del suo declino, senza alcun sussulto d'orgoglio, senza soprassalti d'ira. Così, nel mentre i suoi governanti si recano oltreoceano a mendicare brandelli di legittimità da chi fu scacciato dal continente europeo, i dotti e i saggi fanno dell'anglosassone – lingua di mercanti e pirati – la lingua dell'accademia e del sapere, negando in un delirio autodistruttivo l'idioma materno e, con esso, le proprie radici.

Così si esprime l'autore del saggio, che prosegue dicendo: sprofondata nel gorgo del nichilismo, assiste con ignava passività – quasi fosse una dovuta (sua) nemesi storica – alla propria auto ed etero distruzione, dimenticando che il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria.

Ideazzurra:«La tesi anzidetta», è la base di quel nazionalismo che, non è razzismo, che poi sarà più volte definito come ubriachezza dell'Ottocento. Ma al di là delle contraddizioni e delle illogicità presenti nel testo, risulta evidente che;

«il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria».

Ideazzurra desidera la conservazione della biodiversità culturale nazionale di ogni stato membro dell'unione, non la frammentazione di queste entità nazione createsi con grandi sacrifici, circa due secoli fa. Anche perché, considerando il lungo periodo, non ha senso continuare le cicliche frammentazioni seguite da altrettante guerre di riunificazione che, con cadenze ritmate, spontaneamente divampano lungo i confini del vecchio mondo. – L'Europa nazione, sarà tale, se riuscirà a dimostrare la sua forza di penetrazione nelle coscienze dei cittadini d'ogni singolo stato membro. E per fare questo deve fornire strumenti europei per combattere quei problemi locali dei singoli stati, che impediscono a questi stessi stati di crescere e alzarsi in piedi, all'interno del tessuto europeo. – Considerando l'esempio Italia questa avrebbe bisogno di uno strumento europeo valido per combattere quel brigantaggio che si oppone alla TAV e al NUCLEARE. Non solo, l'Europa dovrebbe fornire PIANI E POLITICHE PER TEMI COME L'IMPIEGO DELLA MANO D'OPERA, DETTO ANCHE “LAVORO”, CON FINALITÀ MIRATE A MIGLIORARE L'OCCUPAZIONE PRODUTTIVA DEI CITTADINI D'EUROPA.

L'Europa dei senza lavoro, non sarà mai una nazione unica, però la fame e la povertà sono fucine di catastrofiche dittature.


Tratto ancora dal testo di Francesco di Marino del 2000, risulta molto interessante questo breve frammento:

Crediamo che nessuno più si illuda, partecipando alle elezioni politiche, di incidere sulle grandi scelte che decideranno la sua vita futura.

Le decisioni che condizionano la vita quotidiana di ciascuno di noi sono opera di organi non elettivi: le Banche Centrali, a cominciare dalla Federal Reserve, i poteri economici, i signori dell'energia.


Ideazzurra: rispetto a questi ultimi, mi pare evidente che questi influenzano orde di barbari contrari allo sviluppo della nazione Italia nel contesto europeo. Quindi ci ritroviamo con un paese come il nostro che non ha e non prevede per il futuro, nessun piano di autonomia energetica, e chiaramente fa comodo a questi signori dell'energia, aver una nazione attaccata a fili (ancora stranieri).


SEGUONO ALCUNI FRAMMENTI DI TESTO

CHE IDEAZZURRA

RITIENE DI NOTEVOLE INTERESSE

PER SPUNTI DI RIFLESSIONE

(depurati dalla filosofia di Evola, perché non piace ad Ideazzurra)




INTEGRAZIONE SOCIALE

Oggi, delle due civiltà che vengono al confronto, una ha un senso dei valori che si basa sul fanatismo religioso ed è impermeabile ai valori dell'altra: mentre la nostra civiltà ha rinunciato a farsi portatrice dei propri valori in nome di un relativismo etico che è figlio del nichilismo.

(Per una volta gli anticlericali sono d'accordo col Papa)

***

Il passo obbligato che ne segue è la perdita di coscienza dei valori della propria civiltà e l'indifferenza rispetto all'insorgere di valori che con i primi sono in contrasto.


DIFFIDENZE

Oggi – e sono trascorsi sette secoli – possiamo vedere quanta mèsse di guerre gli Stati abbiano accumulato, quante comunità spezzate con confini tracciati a tavolino (Vienna,Versailles,Yalta), quante peculiarità compresse, quante reciproche diffidenze alimentate.

E su queste basi vogliamo ricostruire l'unità del continente europeo?

NICHILISMO

(Ci risiamo, gli anticlericali di sempre, sostengono quanto dice il Papa)

Ecco, il male sottile dell'Occidente è il nichilismo. Sul piano delle manifestazioni sociali, esso si manifesta con il relativismo etico, quindi con l'incapacità, anzi la volontaria rinuncia a formulare un giudizio di valore.

***

La stupidità del politcally correct è la manifestazione volgare del relativismo etico e della rinuncia al giudizio morale e civile.


FINTI-TECNOCRATI

(non meritevoli della nostra fiducia)

Noi crediamo che la crisi della democrazia rappresentativa non si risolva moltiplicando i livelli di rappresentatività, né auspicando una impossibile informazione di TUTTI su argomenti di contenuto tecnologico, finanziario o politico che assumeranno sempre più dimensioni planetarie e presenteranno complessità crescenti.


***

Ma soprattutto quali valori possono impedire che i tecnocrati siano arbitri, a nostra insaputa, della pace della guerra, della ricchezza e della desolazione.


LA NUOVA IDEOLOGIA

(I GRILLINI, CHE PENA)

Una pseudo-ideologia diffusa in tutto il mondo occidentale che affastella bambini denutriti, Big One in California, foreste amazzoniche, sante profezie apocalittiche e calotte polari in via di scioglimento. Ad essa forniscono il loro volenteroso contributo le pie signore (del) disarmo e reduci delle fallite contestazioni politiche e sociali degli anni 60 e 70, associazioni apocalittiche, esclusi arrabbiati e professori in buona fede. Una pseudo-ideologia che appaga la voglia di sentirsi buoni e pensosi dei destini dell'umanità. … (che differenza c'è tra il corteo ambientalista e la processione dei nostri nonni per implorare la pioggia?) … e intanto tiene lontani i cittadini dai problemi veri.



"Così all'egro fanciul porgiamo aspersi

di soave licor gli orli del vaso

succhi amari ingannato intanto ei beve ..."

diceva l'Ariosto parlando del modo di somministrare la purga ai bambini. Una prova? Mentre i buoni ambientalisti si preoccupavano dell'incidente nucleare in Giappone, i Paesi della NATO scaricavano su un popolo che non li aveva aggrediti bombe a uranio impoverito in quantità generose: chissà se moriranno più leucemici in Serbia o balene nel Mare del Nord?

Per IDEAZZURRA questo è proprio il requiem della democrazia – Non c'è altro da dire. –


LE BUONE ABITUDINI NON CAMBIANO MAI, L'IPOCRISIA E' QUELLA DI SEMPRE.


POLITICA
14 novembre 2011
Silvio Berlusconi, il liberale cacciato dall'econmia di mercato, diceva che durava fino al 2013, è ridicolo.


Silvio lo fa per noi, così recitava Cornacchione il comico. Poi tirava fuori dalla tasca un fazzoletto e fingeva di commuoversi. Ideazzurra non approva i lanci di monetine e gli insulti gratuiti anche pesanti, a cui abbiamo assistito dopo le dimissioni del premier. Però, nemmeno possiamo pensare d’incoraggiare minimamente una nuova campagna elettorale col settantacinquenne premier nel 2013. – Certo Mario Monti non ci farà sorridere, però questa tempesta deve far riflettere la base elettorale del PDL, perché Silvio Berlusconi si è presentato agli italiani come LIBERALE, e poi si è fatto cacciare proprio dal mercato. – Questo fatto, è di portata storica! Dovrebbe prendere coscienza, e attenersi alle regole che lo stesso Berlusconi dice di rappresentare. Ha pagato i numerosi errori che ha commesso in tutti questi anni, e per questi pagheremo anche noi come cittadini italiani, condannati al sottosviluppo. Ecco un elenco di alcune tra le più importanti riforme che non ha mai portato a termine:
1. Non ha ascoltato i richiami che continuamente, la parte più libera della base faceva pervenire al partito del premier.
 

2. Non ha combattuto il comunismo, nessun provvedimento ha agito in tal senso, anzi lo ha ricompattato tutto sotto la bandiera dell’antiberlusconismo, e non ha svincolato le destre da leggi liberticide e sbilanciate, tutte a vantaggio solo e soltanto della partigianeria comunista.
 

3. Non ha portato a termine nemmeno la riforma della giustizia, nonostante servisse più a lui che all’Italia, nessuna separazione delle carriere, né responsabilità civile per i giudici.
 

4. Non ha realizzato il presidenzialismo! In Italia ancora oggi si assiste alla selva di emendamenti e disegni di legge, che poi rimangono ad ingrossare gli archivi. Non vi è capacità di gestione nel lungo periodo, e non c’è quel dinamismo decisionista tipico dei paesi moderni.
 

5. Non ha realizzato nessuna delle grandi opere che ha promesso, che avrebbero creato lavoro e sostegno in tempo di crisi. Dal ponte sullo stretto di Messina, fino al Treno ad Alta Velocità in Val di Susa, assistiamo ad un plateale fallimento, il paese è nelle mani di insignificanti e caotici agitatori, e così resterà, inoltre il caos dei rifiuti permane in Campania, ancora senza soluzione.

6. Non ha riportato il nucleare in Italia, che tuttora risulta energeticamente soggetta ad altri paesi, e la gente continua a pagare care le bollette di luce e gas. Questa è una mancanza di autonomia che prima o poi pagheremo a caro prezzo.

7. Non ha realizzato nessun piano di sviluppo per il sud, anzi ha fatto l’esatto contrario. Come dimenticare quando assegnò tramite il CIPE 21 miliardi di euro al nord, e solo 200 milioni a sud.

Però qualcosa l’ha fatta, ha dato tanto potere alla Lega Nord, ci ha fatto passare il peggior anniversario dell’unità d’Italia, teso e costellato di conflitti tra nord e sud, ci ha fatto temere per la secessione, per il federalismo, e per i Borboni che tornano a sud per dividersi il paese insieme a Bossi. – La lega con quel demente di Calderoli, ci ha cancellato leggi storiche e importanti. Con Brunetta ci ha creato altra burocrazia, e con Tremonti ha fatto saltare i conti. Bondi alla cultura ha fatto mancare i fondi per gli scavi di Pompei, che rappresentano un gioiello del passato unico al modo, e l’abbiamo visto sbriciolarsi più volte senza porre alcun rimedio. Di tutto questo potremo mai sentire la mancanza? credo proprio di NO!

POLITICA
14 giugno 2011
Rassegnamoci siamo colonia energetica della Francia, siamo periferia non più nazione indipendente, faremo una fine peggiore della Grecia. -- Viva Sarkozy il nuovo NAPOLEONE !!!


 

Il vero vincitore del referendum sul tema energetico del nucleare, è sicuramente Sarkozy insieme agli altri partner stranieri che ci mantengono attaccati ai loro "fili elettrici". -- Se le multinazionali energetiche straniere, avessero chiesto a qualcuno di sabotare il nostro paese, probabilmente non avrebbero mai trovato tanti volontari a costo zero, come quelli che si sono recati a votare contro la scelta dell'indipendenza energetica dell'Italia.  Comunque, va pure detto che il miglior sabotatore, di solito ti dorme accanto, così come con la svendita quasi riuscita della nostra compagnia di bandiera ai francesi. Ancora una volta, a mettere l'Italia in posizione di "schiavitù", questa volta energetica, nei confronti della Francia, ci ha pensato Di Pietro con tutto il carrozzone di Bersani, Beppe Grillo e compagni, con la complicità dei soliti opportunisti che hanno fatto del populismo il loro mestiere. - Nulla di nuovo sotto il sole dunque, viste le prospettive attuali e le fallimentari idee in campo energetico, il fallimento dell'Italia è sempre più probabile. Ma allora se proprio dovessimo tornare a parteggiare un po' per i francesi, e un po' per gli spagnoli, allora credo che, dai Francesi possiamo veramente imparare qualcosa, e soprattutto spero di vedere la lezione francese, prima di dover imparare lo spagnolo. -- Tanto, di recuperare l'italianità non se ne parla nemmeno da lontano, e salvo alcuni casi di relazioni industriali, anche l'America è diventata tanto lontana. - E chi sognava Reagan, dovrà accontentarsi di Sarkozy, altrimenti c'è il rischio che qualcuno s'ispiri a Zapatero, o peggio ancora a Re BOMBA. -- Quindi, la triste conclusione del risultato del referendum, è di connotazione miope, e non curante del futuro, e se noi italiani non siamo capaci di badare a noi stessi da soli, qualcuno ci assegnerà un tutore, allora in questo caso specifico, e contestualizzato, spero tanto che sia francese. Si piantino di nuovo nel nostro paese gli alberi della libertà. -- Ben vengano, le idee d'oltralpe, e speriamo che questa volta "la belle èpoque" ci sia per tutti, e speriamo che duri abbastanza da cancellare le delusioni del passato. - Allons en France -  
CULTURA
3 giugno 2011
Non farti omologare, vota NO per dire Sì al nucleare

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permalink | inviato da open_blogger il 3/6/2011 alle 15:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
POLITICA
25 febbraio 2009
Ritorna il nucleare, senza leggerezze e con lungimirante ingegno riformista tipico del centro-destra.

 

Scritto     da    Isacco                                              per Ideazzurra

 

 

Nucleare, siglato accordo Francia-Italia

E' stato firmato a Villa Madama dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, un accordo congiunto sull'energia nucleare tra Italia e Francia.   L’accordo dovrebbe portare alla costruzione in Italia di almeno quattro centrali di terza generazione entro dieci anni.   Inoltre, l'accordo porta Enel a rafforzare la sua presenza sul territorio francese.
Niente male!

 Ma vent’anni di arretratezza nel settore energie, quelli non ce li toglie nessuno.

Se poi aggiungiamo i costi che il nostro paese ha dovuto sopportare per tutti questi anni, comprando energia dall’estero, prodotta ovviamente da centrali nucleari create ad hoc e sui nostri confini, allora lo scenario diventa davvero raccapricciante.


Se non ci si sente indignati, da una politica miope, scellerata e noncurante delle vere esigenze di crescita e di sviluppo di questo nostro paese, che doveva essere una piattaforma industriale e tecnologica e invece è diventata il fanalino di coda d’Europa. Allora? Se non ci si sente indignati, è solo perché siamo “rassegnati” ad una politica che ci ha sempre traghettati nel sotto-sviluppo, che  ci ha fatto etichettare  da mezza Europa, con il bollino di incapaci, se noi veniamo indicati come “Italiani spaghetti e mandolino” è anche colpa di chi ha dato consensi a tali movimenti politici, che miravano a smembrare il nostro paese , per portare i loro tornaconti fuori dai confini del patto atlantico.

 Ovviamente non voglio cavalcare l’ipotesi complottistica,  ma se lo faccio è solo per cercare un minimo di dignità in quella classe politica che ha caratterizzato, l’italietta di quegli anni.   Se non cavalco tesi complottistiche non mi restano troppi spazi di manovra, posso solo pensare che siamo stati tristemente condotti alle porte del terzo mondo da un manipolo di “idioti”, incompetenti, messi sulle poltrone e capaci solo di far saltare i governi, e i soldi dei contribuenti.

 Come è possibile, tutto questo nel paese di Enrico Fermi e dei Ragazzi di via Panisperna?  Riflettere è d’obbligo, specialmente se si pensa che il nucleare di fatto non produce quei gas dannosi per l’atmosfera e per l’ambiente.

Quindi non è sbagliato inserire nei piani di sviluppo sostenibile un progetto nucleare che favorirebbe l’occupazione di mano d’opera, tecnici specializzati, ingegneri e fisici. Avviando inoltre, un opportuno, piano di smaltimento dei rifiuti nocivi generati dalle scorie di lavorazione, si potrebbe giungere ad un nucleare “pulito”, che condurrebbe noi tutti nella nuova era delle tecnologie e del progresso.

  Il referendum abrogativo sul "nucleare" del 8-9 novembre 1987,

Uno scacco matto, uno sgambetto difficile da dimenticare.  A ridosso dell’esplosione di Cernobyl, una centrale nucleare situata in un paese comunista, mal progettata e mal gestita che esplose causando imponenti fughe radioattive, fece temere per la salute pubblica l’intera Europa e determinò quel senso anti-nucleare, da sempre cavalcato dai verdi (Italiani) e dalle sinistre, dell’epoca.

Quindi senza una opportuna formazione in materia di energia, con un fantasma di morte alimentato da paure ingigantite e trasformate, l’epilogo fu ovvio, l’80% degli elettori votò per rimuovere l’opportunità del nucleare alle generazioni future.

 Ma ai giorni nostri, ancora interrogo la mia coscienza pensando che da allora non ci sono stati altri “botti” e il numero dei paesi che inseguono il nucleare si è moltiplicato, guardando una cartina d’Europa vedo che persino la Slovenia (neo repubblica venuta fuori dall’influenza “comunista” della Jugoslavia) ha un suo programma nucleare autonomo e una sua centrale, allora cosa stiamo aspettando?

Cari lettori al futuro l’ardua sentenza, io mi sono permesso di dire le cose come le vedo dal mio punto di vista.

 

 

 

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DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



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Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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