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ideazzurra
L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
CULTURA
25 maggio 2012
COMUNITÀ, EUROPA IMPERO un libro del 2000 - Un saggio profetico, un po'patetico, però benfatto.



«Sine spe ac metu», senza speranza e senza paura. Così esordisce la premessa al saggio di (Francesco di Marino) – COMUNITÀ, EUROPA IMPERO – Si tratta di un saggio molto snello, scritto nel 2000, alla vigilia dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, e col senno di poi, sembra assumere i tratti somatici di una “profezia” che, col passar del tempo, pare che si stia tristemente avverando. Ideazzurra non approva integralmente le tendenze nazistoidi, filo-leghiste, e disgrega-nazioni, che l'autore presenta come soluzione, nel testo anzidetto. Però, è utile costatare che, l'analisi condotta sulla realtà contemporanea è benfatta e costituisce una buona sintesi politico-sociale del vecchio mondo nel contesto globale; un lavoro che fornisce la giusta lena al lettore, che attraverso quest'analisi condotta dall'autore, può tranquillamente elaborare anticorpi alternativi alle soluzioni indicate nel testo stesso. – A tal proposito, affinché si formino gli anticorpi, Ideazzurra fornisce alcuni stralci sui quali è possibile riflettere.

Nel lontano anno 2000 scriveva l'autore: … L'Europa … Umiliata economicamente, vassalla militarmente, impoverita culturalmente, impotente politicamente, l'Europa assiste al triste spettacolo del suo declino, senza alcun sussulto d'orgoglio, senza soprassalti d'ira. Così, nel mentre i suoi governanti si recano oltreoceano a mendicare brandelli di legittimità da chi fu scacciato dal continente europeo, i dotti e i saggi fanno dell'anglosassone – lingua di mercanti e pirati – la lingua dell'accademia e del sapere, negando in un delirio autodistruttivo l'idioma materno e, con esso, le proprie radici.

Così si esprime l'autore del saggio, che prosegue dicendo: sprofondata nel gorgo del nichilismo, assiste con ignava passività – quasi fosse una dovuta (sua) nemesi storica – alla propria auto ed etero distruzione, dimenticando che il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria.

Ideazzurra:«La tesi anzidetta», è la base di quel nazionalismo che, non è razzismo, che poi sarà più volte definito come ubriachezza dell'Ottocento. Ma al di là delle contraddizioni e delle illogicità presenti nel testo, risulta evidente che;

«il rispetto per le altrui culture passa per la difesa della propria».

Ideazzurra desidera la conservazione della biodiversità culturale nazionale di ogni stato membro dell'unione, non la frammentazione di queste entità nazione createsi con grandi sacrifici, circa due secoli fa. Anche perché, considerando il lungo periodo, non ha senso continuare le cicliche frammentazioni seguite da altrettante guerre di riunificazione che, con cadenze ritmate, spontaneamente divampano lungo i confini del vecchio mondo. – L'Europa nazione, sarà tale, se riuscirà a dimostrare la sua forza di penetrazione nelle coscienze dei cittadini d'ogni singolo stato membro. E per fare questo deve fornire strumenti europei per combattere quei problemi locali dei singoli stati, che impediscono a questi stessi stati di crescere e alzarsi in piedi, all'interno del tessuto europeo. – Considerando l'esempio Italia questa avrebbe bisogno di uno strumento europeo valido per combattere quel brigantaggio che si oppone alla TAV e al NUCLEARE. Non solo, l'Europa dovrebbe fornire PIANI E POLITICHE PER TEMI COME L'IMPIEGO DELLA MANO D'OPERA, DETTO ANCHE “LAVORO”, CON FINALITÀ MIRATE A MIGLIORARE L'OCCUPAZIONE PRODUTTIVA DEI CITTADINI D'EUROPA.

L'Europa dei senza lavoro, non sarà mai una nazione unica, però la fame e la povertà sono fucine di catastrofiche dittature.


Tratto ancora dal testo di Francesco di Marino del 2000, risulta molto interessante questo breve frammento:

Crediamo che nessuno più si illuda, partecipando alle elezioni politiche, di incidere sulle grandi scelte che decideranno la sua vita futura.

Le decisioni che condizionano la vita quotidiana di ciascuno di noi sono opera di organi non elettivi: le Banche Centrali, a cominciare dalla Federal Reserve, i poteri economici, i signori dell'energia.


Ideazzurra: rispetto a questi ultimi, mi pare evidente che questi influenzano orde di barbari contrari allo sviluppo della nazione Italia nel contesto europeo. Quindi ci ritroviamo con un paese come il nostro che non ha e non prevede per il futuro, nessun piano di autonomia energetica, e chiaramente fa comodo a questi signori dell'energia, aver una nazione attaccata a fili (ancora stranieri).


SEGUONO ALCUNI FRAMMENTI DI TESTO

CHE IDEAZZURRA

RITIENE DI NOTEVOLE INTERESSE

PER SPUNTI DI RIFLESSIONE

(depurati dalla filosofia di Evola, perché non piace ad Ideazzurra)




INTEGRAZIONE SOCIALE

Oggi, delle due civiltà che vengono al confronto, una ha un senso dei valori che si basa sul fanatismo religioso ed è impermeabile ai valori dell'altra: mentre la nostra civiltà ha rinunciato a farsi portatrice dei propri valori in nome di un relativismo etico che è figlio del nichilismo.

(Per una volta gli anticlericali sono d'accordo col Papa)

***

Il passo obbligato che ne segue è la perdita di coscienza dei valori della propria civiltà e l'indifferenza rispetto all'insorgere di valori che con i primi sono in contrasto.


DIFFIDENZE

Oggi – e sono trascorsi sette secoli – possiamo vedere quanta mèsse di guerre gli Stati abbiano accumulato, quante comunità spezzate con confini tracciati a tavolino (Vienna,Versailles,Yalta), quante peculiarità compresse, quante reciproche diffidenze alimentate.

E su queste basi vogliamo ricostruire l'unità del continente europeo?

NICHILISMO

(Ci risiamo, gli anticlericali di sempre, sostengono quanto dice il Papa)

Ecco, il male sottile dell'Occidente è il nichilismo. Sul piano delle manifestazioni sociali, esso si manifesta con il relativismo etico, quindi con l'incapacità, anzi la volontaria rinuncia a formulare un giudizio di valore.

***

La stupidità del politcally correct è la manifestazione volgare del relativismo etico e della rinuncia al giudizio morale e civile.


FINTI-TECNOCRATI

(non meritevoli della nostra fiducia)

Noi crediamo che la crisi della democrazia rappresentativa non si risolva moltiplicando i livelli di rappresentatività, né auspicando una impossibile informazione di TUTTI su argomenti di contenuto tecnologico, finanziario o politico che assumeranno sempre più dimensioni planetarie e presenteranno complessità crescenti.


***

Ma soprattutto quali valori possono impedire che i tecnocrati siano arbitri, a nostra insaputa, della pace della guerra, della ricchezza e della desolazione.


LA NUOVA IDEOLOGIA

(I GRILLINI, CHE PENA)

Una pseudo-ideologia diffusa in tutto il mondo occidentale che affastella bambini denutriti, Big One in California, foreste amazzoniche, sante profezie apocalittiche e calotte polari in via di scioglimento. Ad essa forniscono il loro volenteroso contributo le pie signore (del) disarmo e reduci delle fallite contestazioni politiche e sociali degli anni 60 e 70, associazioni apocalittiche, esclusi arrabbiati e professori in buona fede. Una pseudo-ideologia che appaga la voglia di sentirsi buoni e pensosi dei destini dell'umanità. … (che differenza c'è tra il corteo ambientalista e la processione dei nostri nonni per implorare la pioggia?) … e intanto tiene lontani i cittadini dai problemi veri.



"Così all'egro fanciul porgiamo aspersi

di soave licor gli orli del vaso

succhi amari ingannato intanto ei beve ..."

diceva l'Ariosto parlando del modo di somministrare la purga ai bambini. Una prova? Mentre i buoni ambientalisti si preoccupavano dell'incidente nucleare in Giappone, i Paesi della NATO scaricavano su un popolo che non li aveva aggrediti bombe a uranio impoverito in quantità generose: chissà se moriranno più leucemici in Serbia o balene nel Mare del Nord?

Per IDEAZZURRA questo è proprio il requiem della democrazia – Non c'è altro da dire. –


LE BUONE ABITUDINI NON CAMBIANO MAI, L'IPOCRISIA E' QUELLA DI SEMPRE.


POLITICA
7 dicembre 2011
INTERLUDIO “FINIS-ITALIA” (storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

INTERLUDIO

FINIS-ITALIA

(storia semiseria in agrodolce, ma non troppo, d'un disastro chiamato EURO)

(Tema:come dissanguare l'Italia in soli cinquant'anni, con l'aiuto degli italioti)

(Comparse:Angela Mér-kel de la mér, Sarkòlion de Paris, e Mari-o-Monti)

(Principale attore non protagonista:agente segreto euro-bond)

(Attori protagonisti:tutti i paesi d'europa, tranne noi italiani)

(Effetti speciali:mazzette ai politici, e mazzate sul reddito)

(Regia:dell'antica cialtroneria dell'ex Germania orientale)

(La trama:alti e bassi, dipende dallo spread)


DEUS EX MACCHINA


(voce fuori campo, al buio)

Italia svegliati! Ma quali mari, e quali monti!

Qui bisogna rifare i conti!


(torna il silenzio sulla scena, si accende l'occhio di bue)

(passa un grasso gobbo vestito da mortadella sul palcoscenico con la scritta)


INTERLUDIO

FINIS-ITALIA”

(l'occhio di bue lo segue, poi lo segue anche il bue. - incazzato - )


(Parte subito il coro degli italiani, nudi in una botte di legno, con lo scolapasta in testa)

Quest'Europa di “mérkel”! È sempre più un Europa di mér..(BIP)

L'opera fa riferimento alle soavi fragranze

de “La Crème de la Mér

Ideazzurra dedica queste ultime, appassionatamente

alla cancelliera MER-KEL

colei che cancellerà l'Italia dall'Europa.



SIGLA”

(le dolci note di Charles Trenet)

(s'intreccino le luci fuoriescano i fumi)

(la scena si colori di marrone)





(La Merkel, lezioni di sobrietà teutonica)

PREMESSA DI IDEAZZURRA

Con questi toni, non mi sembra ci siano le premesse per parlare d'Italia in quest'euro-bordello alla tedesca. Ogni giorno da quotidiani e telegiornali assistiamo a continui attacchi anti-italiani, vediamo il nostro paese soccombere sotto le granate che ci tirano addosso, che assumono forma di legge, ma hanno il solo scopo di deprimere l'economia del nostro bel paese.


L'INIZIO DELLA FINE


Tutto cominciò un brutto giorno, c'erano Carlo Azeglio Ciampi con Romano Prodi che inventarono l'eurotassa, poi chiusero l'acciaieria di Bagnoli e crearono centinaia di senza-lavoro, quindi decisero a tavolino il prezzo delle arance, e inventarono le quote latte. Da quel momento nonostante le apparenti liberalizzazioni di BERSANI, le polizze assicurative e le tariffe telefoniche son schizzate con prezzacci su verso l'alto, mentre la Deutsche Bank già prestava soldi a tassi più bassi alle famiglie italiane, e questa è solo la premessa.


IL RICORDO


Ricordo, avevamo ancora la lira, con su scritto “pagabile a vista” con tutti i simboli del nostro paese, con il timbro della BANCA D'ITALIA, eppure già allora si vedeva chiaramente che volevano legare una corda al collo e una palla al piede agli italiani, l'esempio calza, perché nel dubbio che si potesse sopravvivere al cappio, era già pronta la palla al piede per poi preparare una bella passerella da farci percorrere per farci affogare nel fondo del mare chiamato “mer” dai francesi. Volevano un nuovo CARLO MAGNO, tutto tedesco e pieno d'oro. Mentre noi pensavamo ad un nuovo COSTANTINO, fatto di valori cristiani, a un Europa dei popoli e delle nazioni che si univano nel pieno rispetto delle differenze, loro già mettevano in moto i loro panzer, questa volta carichi di carta bollata. Così accadde che, dalle varie corti del nuovo CARLO MAGNO, diedero inizio alle lotte di logoramento degli stati sovrani d'Europa, tra questi ovviamente c'era anche l'Italia.


IL DUBBIO INSIDIOSO, VOGLIONO GERMANIZZARE* GLI ITALIANI?

*(La germanizzazione rappresenta l'espansione della lingua tedesca e della cultura della Germania ottenuta con la forza o con l'assimilazione) Fonte:Wikipedia


E quando abbiamo visto i supremi giudici e le varie commissioni europee, occuparsi della grandezza delle mele che dovevano circolare in Europa, e impegnare il loro tempo pagato con soldi nostri, in futili provvedimenti di dubbia utilità pubblica, ci siamo chiesti perché questi illustri personaggi erano così impegnati in simili sciocchezze. E non ci ha sfiorato il dubbio che volessero mettere le mele italiane (più grandi) fuori mercato, e favorire l'importazione cinese, che potrebbe finalmente portare in Europa quelle mele piccole e malconce che i nostri allevatori usano dare ai porci.

Intanto le tasse e la burocrazia tartassavano le imprese dei paesi membri, a tal punto che molti pensarono già allora a delocalizzare, ovvero hanno incoraggiato le imprese ad andare a produrre e dare lavoro ai cinesi.


Ecco, la frittata era cotta a puntino, ora bisognava solo girarla un po' a destra, e un po' a sinistra, così tornò di moda il gioco delle parti, la sostanza era quella di affondare il MADE IN ITALY, quindi abbiamo visto scene già note ai tempi dell'Ing. Mattei, con l'indotto petrolchimico italiano, che ritornano a fomentare privatizzazioni di gioielli italiani da cedere a paesi ancora “stranieri”. Mi riferisco alla cessione di Alitalia ai francesi, e tuttora mi chiedo:Anche quella era compresa nella partita da giocare a tavolino con la Merkel e Sarkò? Non sono un malpensante, però appare strano, persino Cuba ha una sua compagnia di bandiera, possibile che siamo messi peggio dei paesi del terzo mondo? All'epoca dei fatti eravamo tutti impegnati nel gioco delle parti, ma ora le cose sono cambiate, così ci tocca riflettere lanciando occhiate frequenti al passato, perché i corsi e i ricorsi storici avvolte ritornano, e quello che cerco di sintetizzare in queste poche righe messe su internet, è una situazione molto più complessa di di quello che appare.


LA GERMANIA DEI SALSICCIOTTI DICHIARA

GUERRA ALL'ETICHETTA DEL CIOCCOLATO


Würstel” Vs Nutella

Ora, considerato acquisito, questo breve flashback che, merita sicuramente maggiori approfondimenti, facciamo una breve istantanea su questi fatti recentissimi, tipo l'ultima sentenza germanica della guerra del cioccolato, che proibisce le scritte e le etichette che riportano “cioccolato puro”. È lecito chiedersi:Ma questo sarebbe “mercato libero”? Ma come, non siamo nemmeno liberi di “marcare” i nostri prodotti come meglio crediamo? I tedeschi se la prendono con la nutella, con la cioccolata, con il parmigiano, e la mia riflessione si spinge ben oltre la semplice considerazione della cronaca. Quindi voglio fare qualche esempio:Qualcuno conosce l'esatta composizione di quelli che vengono chiamati Würstel”? Qualcuno si è mai preoccupato di delineare il limite del commestibile? E distinguere il cibo dal sacchetto della spazzatura è ancora possibile? È possibile confezionare “Würstel” con la frazione umida derivante dalla raccolta differenziata della mondezza organica? Ecco il mistero s'infittisce, ancora di più quando si degustano “Würstel al pollo” che non hanno il sapore di pollo. E se questo sembra già troppo per aprire una chiara discussione, allora devo dire che per me, è ancora poco, rispetto a quello che sto per scrivere.

Infatti restando in tema di “Würstel”, l'apoteosi dell'incoerenza di quei gran parrucconi delle corti germaniche, raggiunge livelli stratosferici, perché emanano sentenze che vietano alle nostre aziende produttrici, le scritte “Cioccolata purissima”, e non considerano che i nostri supermercati sono inondati da sinistri salsicciotti di colore rosa pelle, su cui svetta ben evidenziata, la scritta:“Würstel di puro suino”!Ecco, sappiamo bene che, non hanno il sapore del maiale cotto. Così non abbiamo nessun controllo sulla provenienza di quel materiale organico che poi si trasforma in “Würstel” nelle mitiche officine dei nibelunghi, e per quello che mi riguarda, lì dentro ci potrebbe essere qualsiasi cosa, persino carne umana fresca d'obitorio. Tuttavia nessuno, ripeto nessuno si permette di regolarizzare oppure scoraggiare l'acquisto di tali prodotti della filiera germanica. Anzi da quello che vedo in giro, tra breve ci toccherà pagare i danni per aver prodotto generi alimentari di elevata qualità, e siccome tali prodotti sono ancora oggi così inimitabili, per battere la concorrenza dell'alta qualità dei prodotti italiani, questi cialtroni del nord-europa, vogliono venderci i loro vari surrogati, che preparano alla carlona, come fossero dei capolavori d'artigianato e con le loro sentenze ci prendono per il naso, come se fossimo delle zucche vuote come quelle che si usano nelle loro feste barbare.

Dunque avremo un Europa basata su birra e salsicciotti, e sulla superiorità dei surrogati rispetto agli originali. Se questa è Europa, allora bisogna rivalutare le posizioni degli euro-scettici, perché rischiano di avere più di qualche ragione per arrestare la corsa verso quest'Europa così malmessa.


OSCAR GIANNINO - IL FASCISTA ANTI-GERMANICO

VIENE AGGREDITO DAI COMUNISTI, PERCHÉ?

(Oscar Giannino non deve parlare, avremo una gianineide?)

MILANO 01 Dic 2011 - Tensione alla facoltà di scienze politiche per una lezione di economia di Oscar Giannino agli studenti di Azione Universitaria, interviene la polizia per impedire lo scontro tra gli studenti. Oscar Giannino bersagliato da pomodori e uova. Fonte:Il Sole24ore.com


Sulla vicenda è intervenuto lo stesso Giannino. «Oggi alle 14,30 mi è stato impedito l'accesso all'Università Statale di Milano in via del Conservatorio, dove ero invitato a un dibattito sull'euro organizzato da Azione Giovani - ha detto -. Numerosi studenti hanno bloccato l'ingresso, apostrofandomi 'buffone, padrone, fascista, distruttore dell'Università». Una bella doccia di pomodori pelati, qualche uovo. Nessuna possibilità di interloquire. La polizia, presente, mi ha cortesemente invitato a desistere. Così è stato. Questi i fatti. Nessun danno. Ognuno giudichi se si debba arrivare a episodi del genere.

Azione Universitaria ha denunciato, in un comunicato, «il clima di intolleranza e violenza creato ad arte da una piccola minoranza di estrema sinistra: l'aggressione nei confronti di un intellettuale, nonché persona stimabile quale Giannino, è un segnale profondamente inquietante per la situazione politica milanese» FONTE:L'Unità “giornale di sinistra”



La scelta - di Oscar Giannino

Esiste un'altra via, l'Islanda ha ripudiato il debito, i cittadini non possono pagare i debiti dei loro governanti.





Trascrizione del video per sommi capi, ecco cosa dice Giannino:

Posto che i mercati ci indicano la probabilità che l'euro salti.

Che cosa capita in questo caso?

la storia dice che esistono diverse strade.

Lo stato contrae debiti, e non lo può spalmare sui contribuenti.

Con manovre deflazionistiche, con oppressione dei redditi,

per anni ed anni, con la compressione della domanda interna,

ulteriore compromissione dei diritti e dei profitti,

che già sono trattati molto peggio di quanto

le generazioni garantite hanno dato a sé stesse in

termini di retribuzione, previdenza, e diritti sociali.

Capite bene che i paesi cominciano prendere la strada

per cui la gente inizia a dire:Ma cos'è sta storia che c'impongono i mercati,

ma chi sono questi signori dei mercati, ma perché dovremmo sempre noi pagare

il conto, quando non siamo noi che abbiamo fatto il debito,

e sempre noi ci tocca pagare il conto, e ci dobbiamo rimettere

il futuro, e la nostra vita peggiora sempre.

E questo è l'esempio della Grecia.

Però attenzione non c'è solo l'esempio della Grecia,

C'è anche l'esempio di un paese nordico di cui si parla molto poco.

Ed è un esempio per certi versi incredibile, sto parlando dell'Islanda,

lo uso come esempio, perché c'è anche il caso dell'Islanda?

Perché,

Il debito si può anche ripudiare, è una storia che ha origini nel medioevo,

l'Islanda con un governo in banca rotta, ripudia il debito pubblico.

Il presidente della Repubblica indice un referendum,

e incuranti delle opinioni della stampa estera,

gli islandesi se ne fanno due baffi più dei miei,

e al 93% dicono no,

il debito alle banche estere si ripudia,

chi l'ha fatto è un criminale, noi non lo paghiamo per lui.

Mandano a casa un governo di centro destra, prima,

e un governo social-democratico poi,

e compatti, gli Islandesi vanno avanti da soli.

Si apre un'inchiesta politica contro entrambi i presidenti del consiglio

sia di centro-destra, che di centro-sinistra che,

attualmente sono alla sbarra.

E in più decidono di riscrivere una nuova costituzione,

Insomma c'è un'altra strada,

E allora discutiamone!


CONCLUSIONE D'IDEAZZURRA



Se l'Europa non accetta l'idea, che un cittadino ogni otto è italiano, ed è fiero di esserlo, e non rispetta e tutela le potenzialità di un popolo a cui non è stata certo regalata la sua libertà, allora credo sia giunto il momento di tirare le somme, e di inaugurare una nuova stagione, un nuovo risorgimento, per una nuova indipendenza italiana. Gli austriaci li abbiamo già cacciati almeno due volte, dal sacro suolo della nostra patria, in tempi storici recenti. E quando questo avvenne la prima volta 150 anni fa, non avevamo l'autostrada, non c'era l'acqua nelle case, la rete elettrica non era diffusa come adesso. Eppure, ce l'abbiamo fatta, siamo qui e siamo in tanti. E fino a ieri potevamo produrre quanto latte e quanta frutta volevamo, e non venivamo giudicati sulla base della grandezza delle mele, anche perché sembra che queste ultime siano più grandi della media europea. Con questo, voglio mostrare quell'indignazione, senza la quale ci riesce difficile rialzare la testa. L'Italia deve incentivare il consumo interno, e di lavoro da fare ce n'è fin troppo, non è possibile avere tanti disoccupati che protestano per lavorare, e lasciare città come Genova, e come Messina, unite solo dalle disgrazie che si consumano nel fango delle frane, senza soccorsi e senza un adeguato piano di lavori di manutenzione.  Non si può pensare di chiudere un'acciaieria come quella di bagnoli se si vuole veramente fare il ponte sullo stretto, e le grandi opere, perché per realizzarle ci vuole “L'ACCIAIO”, e non è da furbi comprarlo dall'Europa. E poi con la luce come la mettiamo, se i francesi domani tagliassero i fili? E se ci chiedessero un prezzo più alto? L'italiano inventò l'energia elettrica dall'atomo, e poi decise di disfarsene, per creare la disoccupazione, e accettare la schiavitù dei paesi stranieri, forse oggi ho scritto anche troppo, mi fermo qui, però pensiamo all'ultima thule (l'Islanda), pensiamo alla lezione della terra vulcanica che scalda gli animi di quel pugno di persone che non si è fatto prendere per il naso dai banchieri europei.


POLITICA
30 ottobre 2011
Luigi Einaudi come Edgardo Sogno, era un grande anticomunista, liberale e conservatore

 

Luigi Einaudi come  Edgardo Sogno, -- come lui fu padre costituente, entrambi al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, votarono per la ricostruzione della monarchia sabauda. Ma questo non impedì ad Einaudi la corsa a Presidente della Repubblica, questo perché era un grande anticomunista --

Luigi Einaudi era per molti un liberale, un intellettuale eccellente pluridecorato sia in Italia che all’estero. Fu presidente della repubblica nel 1948. Ma molti lo ricordano semplicemente per quello che era, un cuneese di ferro rigoroso sia nello studio, che nella dialettica. Fu capace di reggere anche duri scontri dottrinali con Benedetto Croce, e questo non era certo un tabù, per un personaggio colto come era Einaudi. Queste differenze di pensiero rispetto ai socialisti-liberal crociani furono più marcate nell’immediato dopoguerra, sebbene erano già visibili chiare differenze già dai primi scritti dei primi anni del novecento. Chiaramente fu firmatario del documento crociano degli intellettuali antifascisti, ma non fu mai un personaggio da accostare alle sinistre, con le quali era da sempre in contrasto, per la sua spiccata propensione verso l’idea di uno stato poco statalista, e con poche regole. Nel pensiero di Einaudi figurava spesso uno stato nel quale non erano più distinguibili le divisioni della classica triade dei poteri: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario. Lo stato di diritto dell’800 - secondo l’intellettuale piemontese - ingessavano le libertà dell’individuo, e limitavano le responsabilità oggettive delle imprese ad assumersi i propri rischi, pertanto supponeva un sistema con altri vincoli, che non limitassero la legge del mercato per via giudiziaria. – Questo aspetto figura in molti suoi scritti, nei quali si evince questo concetto di stato minimo applicato anche al concetto di un europeismo delle nazioni, viste come autonomie vicine al cittadino. In effetti, la sua visione era quella di un’Europa dotata di una capacità politica comune, tipica dello stato minimo, ma al tempo stesso dotato di una difesa forte, intesa anche in senso militare, che potesse sostenere il confronto con le forze del blocco sovietico. Va ricordato che lo stesso Einaudi era in pieno accordo con la dottrina Truman. Tuttavia nulla sappiamo del suo interesse nelle faccende che riguardarono la costituzione delle operazioni “Stay-Behind”. Occorre comunque l’obbligo di ricordare come questo personaggio fosse simile sotto tanti punti di vista ad Edgardo Sogno, anch’egli liberale, e come lui Einaudi rimase sempre attaccato alla monarchia sabauda, anche dopo la caduta del fascismo, e proprio come Edgardo Sogno, al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, Luiugi Einaudi votò per la ricostruzione della monarchia sabauda. Ma questo non gli ha impedito di diventare presidente della repubblica soli due anni dopo da tale manifestazione ideologica, probabilmente quella era un’altra Italia, forse migliore di quella che abbiamo oggi. Dico questo perché strumentalizzare il cinquantesimo anniversario dalla morte di Luigi Einaudi e farlo entrare nel dibatto pro e contro Berlusconi mi sembra proprio fuori luogo, anche perché era posizionato decisamente sul fronte anticomunista, senza alcun dubbio, proprio come lo fu Alcide De Gasperi, Edgardo Sogno, e tanti altri personaggi che scelsero di stare sul fronte occidentale della cortina di ferro. La lectio magistralis di Luigi Einaudi, risulta ancora moderna, attuale e inapplicata, sia in Italia che in Europa, e preferibilmente siano evitate inutili visioni strumentali, tipiche di una sinistra immatura e sempre alla ricerca di nuovi testimonial, negli schieramenti opposti.
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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
UNITED WE STAND


FORZA ITALIA
CAMPIONI AZZURRI
SEMPRE VINCENTI




Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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