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L'unica cosa di cui aver paura? E' la paura stessa. (Franklin D. Roosevelt)
POLITICA
31 agosto 2014
FAUSTO BERTINOTTI DICHIARA : IL COMUNISMO E' MORTO, HA FALLITO, ESSERE LIBERALI E' GIUSTO!
Lo so che può dare fastidio, però noi di Ideazzurra te l'avevamo detto già da tempo.

Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono:


la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.




E' la fine di un epoca, il sogno di Karl Marx è stato sconfessato da uno dei più grandi esponenti del Partito Comunista Italiano.



LIBERTA' E DEMOCRAZIA -- Ecco, vi invitiamo a venire come i Greci alle Termopili, senza bandiere rosse, verdi, o bianche; né borboni, né leghisti, in nessun modo secessionisti. Il Nord non esiste, il sud nemmeno. Impegniamoci a mantenere solo la bandiera nazionale, l'unico slogan che suonerà sarà viva l'Italia, nostra madre, con Roma e per Roma, città eterna di tutto il mondo ! -- Come disse Giuseppe Mazzini, la nuova ideologia sarà :  DIO  e  POPOLO. --
POLITICA
16 marzo 2009
Romeo:un' inchiesta infinita, che verrà sicuramente insabbiata, perchè coinvolge troppi interessi.

[ Parte I ] - Romeo nei suoi rapporti con la politica, “Sostegno alla margherita”

 

Alfredo Romeo iniziò la scalata dell'impero che oggi vale 48 miliardi di euro, con la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Implicato in Tangentopoli nel 1993, con una condanna a 4 anni, poi dimezzata e infine caduta in prescrizione, deve la sua «rinascita» proprio a Francesco Rutelli che, nel 1997 affidò alle imprese di Romeo la gestione degli appartamenti affittati del Comune. Una gestione, ricordiamo, rinnovata nel luglio del 2005 dalla giunta Veltroni (per sette anni e per un importo di 92,8 milioni di euro.

[il tempo.ilsole24ore.com - roma 19/12/2008]

 
Le domande sulla questione dei finanziamenti politici sono state rivolte a Romeo dal pm Vincenzo D'Onofrio.

 

Pm: ha mai contribuito a finanziare il partito della Margherita?
Romeo: Io credo di sì
Pm: I singoli candidati o il partito?
Romeo: In trasparenza, credo, ma non...
Pm: Nessun complesso?
Romeo: Non mi ricordo esattamente quanto e come...
Pm: Ma cifre di quale portata?
Romeo: Non...
Pm: Non ha idea? ...Si può contribuire anche in nero
Romeo: Pubblici non me li ricordo
Pm: Voglio capire: da migliaia di euro o da centinaia di migliaia di euro?
Romeo: No, non arriviamo a queste...
Pm: Migliaia di euro ci possiamo fermare?
Romeo: Sì
Pm: Il singolo candidato o nel complesso il partito?
Romeo: Il partito

Quello che interessa ai magistrati è individuare se Romeo avesse nella Margherita dei referenti particolari e questo spiega l'insistenza dei quesiti posti all'imprenditore circa i suoi rapporti con Francesco Rutelli.

 
[ Approfondimento sull’
AGENZIA (AMI)
]

 

La verità la conosce Giorgio Nunges, ma purtroppo non può parlare, “è morto”.

[Rutelli, chiarito tutto]

Era il 31 Dicembre del 2008, dopo i fuochi di capo d’anno  ecco giungono altri particolari ancora più scottanti.


Sabato 03 Gennaio 2009, LA STAMPA titola
L'Italia di Romeo”

 

Roma, le gare virano verso il surreale: «Non ero io che dovevo vincere!», dice Romeo ai magistrati. «Chiamatevi Rutelli (sindaco all’epoca, ndr), non ero io che dovevo vincere!

Hanno trovato il cilindro aperto e hanno trovato il prezzo migliore... mi sono trovato vincitore con l’ira della Lanzillotta (Linda Lanzillotta, ministro degli Affari regionali nel governo Prodi, ndr) e Rutelli». L’imprenditore napoletano è lo specchio, tanto efficace quanto involontario, delle viscere della pubblica amministrazione.

 

[ Approfondimento su LA STAMPA]

 

[ Parte II ] Romeo e il sottosistema Mautone “I raccomandati dell’ Italia Dei Valori”

 

Domenica 04 gennaio 2009

«Hai un posto per l’amico ingegnere?»

Affari e politica, appalti da pilotare, bandi di gara sotto dettatura, favori e richieste di assunzioni, giudici amici, sentenze da accomodare. C’è di tutto nel calderone di intercettazioni e verbali agli atti dell’inchiesta Magnanapoli, che ha visto l’arresto di 3 persone tra cui l’imprenditore Alfredo Romeo, assessori comunali, funzionari pubblici, collaboratori dell’imprenditore. Ecco il «best of» di quanto si dicevano gli indagati in mesi di telefonate.
Mautone e Di Pietro junior
Il figlio dell’ex pm parla con l’ex provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Per la Dia i loro rapporti sono «degni di approfondimento investigativo» e hanno «contenuto alquanto ambiguo».

 

Cristiano: «Io ho un amico però è ingegnere che sta a Bologna, volevo sapere se su Bologna c’era la possibilità di trovargli qualcosa (...), di “fargli avere qualche cosa”».

Mautone: «Adesso vediamo, ci informiamo subito (...) Poi ti volevo dire che a quella signora, la moglie di quell’ingegnere...».

Cristiano: «!».

Mautone: «Ci ho dato un incarico! Poi non l’ho dato ancora a lei. Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!».

Cristiano: «Grazie Mario».

I contatti tra i due riguardano anche le caserme molisane e i relativi contratti di fornitura.

Cristiano: «Ti volevo parlare un attimino di un paio di questioni qua delle caserme per quanto riguarda le forniture e così via, per capire un attimo come funziona».

Mautone: «Va bene, ma in particolare quale caserma?».

Cristiano: «Pure su quella di Termoli volevo sapere un attimino, chi è che fa l’impianto elettrico e dove si va a rifornire del materiale, questo volevo capire un attimino».

[ Approfondimento su il Giornale]

 

Per completezza, nelle intercettazioni capita di sentire frasi poco chiare anche da qualche esponente napoletano di AN “Italo Bocchino”, anche lui girava come un cavalletta intorno a Romeo.

Non mi  sento di lanciare un salvagente per “Italo Bocchino”, oppure un salva condotta. Tuttavia va segnalato che l’imprenditore Romeo era solito pagare costose campagne elettorali, per fare emergere personaggi compiacenti ai suoi affari e proporli a esponenti della Margherita poi annessa al PD.

[ Parte III ] Romeo e la magistratura

 

Napoli, colonnello Gdf coinvolge il  procuratore Lepore
"Mi segnalò una richiesta d'assunzione"

NAPOLI - Il colonnello della Guardia di finanza Vincenzo Mazzucco, arrestato nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti al Comune di Napoli, ha sostenuto di aver ricevuto una segnalazione per un'assunzione, inoltrata all'imprenditore Alfredo Romeo, dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. La richiesta di assunzione, che però non ebbe esito, riguardava un parente di un autista della Procura. Lo ha reso noto parlando con i giornalisti al termine dell'interrogatorio di garanzia l'avvocato Agostino Maiello, legale dell'ufficiale della Gdf, accusato di essere "la talpa", autore della fuga di notizie sull'indagine. La preplica del procuratore: "Ci delegittimano".

Il procuratore ha precisato ai giornalisti che quando Mazzucco gli riferì della richiesta dell'autista (che chiedeva un posto per il giovane che doveva sposare sua figlia) egli si limitò a dire: "A me non interessa, vedi tu". Secondo Lepore, sarebbe in corso un'attività di delegittimazione, e a tale proposito ha citato un articolo in cui si fa riferimento a una sua presunta telefonata al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino nell'immediatezza degli arresti. "Questa telefonata alla Iervolino non l'ho mai fatta" ha sottolineato Lepore.

 

Quanto alla telefonata, "i sostituti non si sono mai posti il problema che il procuratore della Repubblica potesse informare il sindaco di Napoli sugli arresti di due assessori (evidentemente prima della loro esecuzione) neppure come mera ipotesi di (galateo istituzionale)".

 

Un giudice "consulente" di Romeo

“Ora si indaga sull’appalto per la riscossione delle multe del Comune e vengono fuori conversazioni sorprendenti.”

 

Le multe, un affare dimezzato.

La gara per la riscossione delle multe era stata assegnata a Romeo nel 2006. Eppure il servizio non è mai partito: Romeo ne avrebbe chiesto la rinegoziazione dopo aver calcolato che il totale delle sanzioni elevate all’anno non ammontava a 1 milione e mezzo, ma ad 800mila. La trattativa era in corso. Ma ecco che dalle telefonate emergerebbe un "consulente" di tutto rilievo: secondo i pm è il giudice Panico.
Il giudice: «Ti sei scordato di mia figlia, eh?». Romeo parla qui con la sua segretaria Paola Grittani (coimputata) della stesura del contratto. Paola: «Abbiamo messo cose concrete: centrale operativa, help desk, processo di gestione legato al contenzioso. E deve interfacciare il giudice Panico per la definizione dei contratti».
Romeo: «Eh, spero che non avete scritto così».
Paola: «Cosa...?»
Alfredo: «Spero che non avete scritto... «.
Paola: «No, cioè il giudice Panico. ..abbiamo messo il nome. Non lo possiamo mettere dentro?»
Alfredo: «No, no, no... «
Paola: «Ah, il legale, allora!»
Alfredo: «Eh infatti... «
Paola: «Abbiamo messo "il legale", però per evitare che poi uno dice "chi è", allora va beh´, lo possiamo levare il nome».

 

C´è poi un´altra telefonata, stavolta proprio tra Panico e Romeo, in cui si parla di dati relativi a un contratto della Romeo. A un tratto, Panico dice a Romeo: «Alfré, ti volevo dire un´altra cosa. Ti sei scordato di mia figlia? Non me la mandare fuori, lei dice "Non è che parto pure io?"».

«Sta al Riesame, ha detto: ci può servire qualcosa?».

Il giudice sarebbe a tal punto vicino all’amico, che, a credere a quanto riferisce la signora Romeo conversando col marito al telefono, il magistrato si sarebbe fatto avanti quando era giudice del Riesame. Nell’intercettazione, la donna dice a Romeo: «Antonio (Panico ndr) sta al Riesame per un mese. Ci serve qualcosa?».
"Repubblica" ha contattato il giudice Panico per chiedere eventuali repliche a quanto emerso. Il magistrato, amareggiato «per essere gettato in pasto ai giornali», dice solo: «Non so nulla di tutta questa storia».

 

Procura, contro G U P Enrico Campoli.

 
Un altro personaggio eccellente nella rete di relazioni coltivate da Alfredo Romeo, l’imprenditore in attesa del giudizio abbreviato, e scarcerato insieme ad altri 5 imputati, venerdì, dal giudice per l’udienza preliminare, Enrico Campoli.

Proprio contro la sua ordinanza, scatterà ormai l’appello della Procura. Un ricorso reso quasi obbligato da un principio di "coerenza tecnico-giuridica" con l’altro appello pendente al Riesame per ottenere la custodia in carcere di altri otto imputati; e anche dallo slittamento dei tempi del verdetto sul rito abbreviato: fissato ieri, durante la prosecuzione dell’udienza preliminare, al 15 giugno.

[espresso.repubblica.it]

 

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Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, tutti gli uomini sono stati creati uguali, dotati dal loro Creatore di Diritti inalienabili, fra questi ci sono, la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità

DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA USA 4 LUGLIO 1776



GOD BLESS AMERICA AND ITALIA
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Indirizzo E-Mail:
open_linus@libero.it












Io dico che un comunista in una caserma dell’esercito è un comunista di troppo.
Un comunista nella facoltà di un’università è un comunista di troppo.
Un comunista tra i consiglieri americani di Yalta è un comunista di troppo.
E anche se ci fosse stato un solo comunista al Dipartimento di stato, sarebbe stato un comunista di troppo.

J. McCarthy Il 9 luglio 1952 convention repubblicana.



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